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Alimentazione: intendiamo una serie di alimenti che quotidianamente ingeriamo senza tener conto del loro effettivo potere nutritivo e preventivo, ma al massimo ci limitiamo a calcolarne calorie e grassi.

Nutrizione: la funzione mediante la quale gli esseri umani e tutti gli organismi viventi metabolizzano ed assorbono le sostanze nutritive utili provenienti dall’esterno, per accrescersi e svolgere le attività vitali.
Occuparsi di Nutrizione vuol dire considerare tutti quegli aspetti che permettono di individuare le caratteristiche del singolo individuo e di modellare l’alimentazione adeguata al soggetto:
Costituzione ( caratteristiche genetiche)
Diatesi (predisposizione)
Intolleranze alimentari
Scelta degli alimenti (cotti o crudi-I.G) combinazioni alimentari, tipo di cottura.
Ora di assunzione del cibo (ritmi circadiani)

Alimentazione Alcalinizzante
Una delle cause principali di alcune patologie nell’era moderna è sicuramente l’acidosi tissutale. Le cause di questo alterato equilibrio acido-basico vanno principalmente ricercate nell’accumulo di tossine di varia origine ( nutrizionale, ambientale, farmacologica, microbiologica, endogena…) che determinano un’acidificazione del “terreno” ( corpo umano ) biologico ed una situazione, conseguente, infiammatoria, che può diventare anche cronica con relative patologie. Per riequilibrare questo importante rapporto bisognerà agire sulle cause rimovibili, un aiuto fondamentale è dato dall’alimentazione alcalinizzante, questa, diventa indispensabile per il benessere e per la prevenzione: quasi tutte le malattie, in effetti, sono accompagnate da una forte acidità tessutale.
Per misurare quanto una sostanza è acida o alcalina si usa una scala di valori a cui viene dato il nome di “pH”. Nel campo medico, il pH viene utilizzato per misurare il liquidi organici ed in particolare il sangue, la saliva e l’urina. Questi liquidi vengono definiti:
acidi, quando il pH è compreso tra 0 e 7,06,
neutri, quando il pH è uguale a 7,07,
basici o alcalini, quando il pH è compreso tra 7,08 e 14,14.
Pertanto, più basso è il pH e più è acida la sostanza in esame.
Da un punto di vista fisico, la maggior parte delle malattie è il risultato dei tentativi del corpo di eliminare materiali estranei all’organismo, tossine accumulate durante la nostra esistenza – o molte volte lungo alcune generazioni – che ostruiscono importantissimi canali di circolazione ed eliminazione dell’organismo.
Alcune tossine possono avere un’origine esterna, per esempio dal crescente inquinamento generato dalla chimica di sintesi, sia dall’aria che respiriamo, sia dall’acqua che beviamo e, soprattutto dagli alimenti ingeriti. Ormai tutti i media ( telegiornali, trasmissioni tv, riviste ) ci informano nel caso degli alimenti, che le tossine possono provenire dai numerosi additivi chimici utilizzati per “truccare ed abbellire” e per la “conservazione” dei cibi che arrivano sulle nostre tavole e dei pericolosi pesticidi utilizzati in forma irresponsabile nella produzione per il nostro consumo.

Possono inoltre provenire dall’ abuso dei medicinali, costantemente immagazzinati nel nostro corpo, dopo anni di assunzione indiscriminata, spesso quotidianamente e diverse volte al giorno, soprattutto nelle malattie croniche, ma anche in modo molto intenso nel trattamento delle crisi acute.
L’esagerata utilizzazione di queste sostanze artificiali, estranee alla natura umana, sovraccarica gli importantissimi meccanismi di difesa e di depurazione dell’organismo, portando come conseguenza l’ indebolimento dell’azione di questi sistemi, dovuto all’eccesso di sollecitazione e all’aumento della nostra predisposizione organica ai diversi tipi di malattie.

Un’altra importante fonte di tossine organiche si incontra nell’organismo, come risultato del processo metabolico di scomposizione degli alimenti lungo l’apparato digerente. La putrefazione intestinale di determinati tipi di alimenti può portare ad una intensa formazione di tossine acide.

I fluidi organici sovraccarichi di tossine diventano più spessi e circolano con difficoltà sempre maggiore, impedendo così il naturale processo di depurazione, principalmente quando i meccanismi normali di eliminazione del corpo sono ostruiti. Il non adeguato funzionamento di questi sistemi di eliminazione può contribuire in forma decisa all’accumulo di tossine acide, che irritano, infiammano e distruggono molti tessuti dell’organismo.

I liquidi organici circolanti nel corpo umano rappresentano, per tutte le cellule dell’individuo, lo stesso che la terra per le coltivazione delle piante. Tutte le piante hanno bisogno di un suolo sano, ricco di nutrienti minerali ed organici, per crescere in modo armonico e libero dalle diverse piaghe e malattie. La stessa situazione avviene anche con l’uomo. Le differenti cellule ed organi, che formano il corpo umano non potranno funzionare in modo corretto, ed adeguato se non saranno loro forniti i nutrienti necessari per uno sviluppo sano ed equilibrato.

La presenza di elementi acidi nell’organismo può essere considerata normale finchè non oltrepassa la capacità del corpo di utilizzare e neutralizzare tali sostanze. La condizione acida dell’organismo può indebolire l’attività del sistema immunitario e può promuovere infezioni ripetute e persistenti negli organi più danneggiati dall’accumulo di queste sostanze acide.

E’ necessaria una costante ingestione di alimenti con attività alcalinizzante, fornitori delle indispensabili basi alcaline, capaci di neutralizzare la tensione acida dei tessuti. I principali meccanismi di eliminazione dei residui acidi del corpo umano sono l’apparato digerente, urinario e respiratorio, oltre alla pelle o alle mucose.
La nutrizione clinica si è soffermata in piu occasioni sulla valenza alcalinizzante o acidificante dei cibi. Gli interventi hanno iniziato a destare particolare interesse dal momento in cui si e fatta strada l’ipotesi di una correlazione tra l’assunzione di cibi proteici in eccesso rispetto al fabbisogno giornaliero ed alcuni effetti potenzialmente negativi sul metabolismo osseo, con un aumento della demineralizzazione.

L’assunzione di un eccesso di proteine rispetto alle capacita di assimilazione dell’organismo
comporterebbe la trasformazione degli amminoacidi in eccesso in acidi organici, e la necessita di
attivare dei meccanismi tampone renderebbe necessaria la mobilitazione di ioni di calcio dal tessuto osseo per contrastare l’acidosi, ruolo centrale nell’insorgenza dell’osteoporosi, nella perdita di massa magra e nella formazione di calcoli renali. Tutto ciò è attualmente oggetto di studio, ed è stato confermato in più occasioni.

Numerosi studi hanno evidenziato le correlazioni fra il bilanciamento acido-basico dell’alimentazione ed i potenziali effetti avversi sul benessere dell’individuo.
Alimentarsi bene tuttavia non corrisponde sempre a nutrirsi bene, in quanto il segnale fisiologico dell’appetito non è da solo sufficiente a indirizzare l’individuo verso scelte nutrizionalmente giuste,corrispondenti cioè alle esigenze nutritive del suo organismo.

Alimentazione adeguata al proprio stile di vita,al proprio organismo, alle proprie predisposizioni, alle intolleranze alimentari = PREVENZIONE
PREVENZIONE: educazione alla salute, alimentazione corretta, individuazione di soggetti a rischio

Ogni individuo è un universo unico a se stesso ed è per questo motivo che non si può standardizzare una dieta, ognuno ha le sue caratteristiche fisiche, psicosomatiche, metaboliche ecc.
Il controllo del peso viene eseguito attraverso un lungo dialogo testando le preferenze, lo stile di vita del soggetto, la filosofia alimentare personale ( alimentazione tradizionale, alcalinizzante, vegetariana, vegana ecc) per poi strutturare un programma alimentare che contribuirà a perdere peso in modo sano e naturale mantenendo forza e vitalità.

Un alimento tollerato, se ingerito in quantità superiore alle capacità metaboliche intestinali o in modo ripetuto, può scatenare una reazione di intolleranza.
Le avvisaglie più frequenti della presenza di intolleranza sono: sovrappeso, obesità, difficoltà digestive, acidità di stomaco, colon irritabile, colite, meteorismo, gonfiori addominali. Secondariamente possiamo riscontrare cefalea, emicrania, acne, eczemi, afte, gengiviti e infiammazioni della mucosa del cavo orale, orticaria e impurità della pelle. Possono essere legati alle intolleranze alimentari persino reumatismi, dolori articolari cronici, grande affaticabilità, repentini sbalzi d’umore.

Anche l’ora di assunzione incide in modo significativo sul manifestarsi o meno di intolleranza al cibo ingerito. Se l’ambiente intracellulare è in leggera acidosi la produzione di enzimi da parte dell’enterocita diminuisce e quindi la conseguenza sarà un ridotto metabolismo alimentare, con formazione di residui che possono essere tossici.
Ci sono persone che non conoscono la fame nervosa, evitano dolci e cibo spazzatura e magari fanno anche movimento. Eppure non solo faticano a dimagrire, ma addirittura ingrassano. E la frustrazione cresce insieme al girovita. Spesso la colpa è di un’intolleranza alimentare.

Le intolleranze alimentari sono sempre più diffuse. Ci sono individui che tendono a mettere su peso senza capire perché e che presto scivolano in un circolo vizioso: pur di perdere qualche chilo, riducono progressivamente il proprio introito alimentare, con l’effetto di rallentare il metabolismo e allontanare ancor più l’obiettivo del dimagrimento.

Ma in che modo un’intolleranza alimentare, fino a pochi anni fa ritenuta responsabile solo di fenomeni di malassorbimento intestinale (e quindi di calo del peso corporeo), può invece rendere conto dei chili di troppo? Sappiamo che i cibi verso cui si sviluppa un’intolleranza sono in genere quelli che consumiamo in quantità maggiori e continuativamente. L’introduzione ripetuta di determinati alimenti è in grado di attivare il sistema immunitario, che per un certo periodo, finché non viene superato uno specifico “livello di soglia”, compensa il sovraccarico, reagendovi come usa fare nei confronti di minacce sospette: innesca una risposta infiammatoria, la difesa di prima linea contro un nemico, reale o percepito come tale.

Numerose ricerche scientifiche negli ultimi anni, tra cui un lavoro del 2007 pubblicato su International Journal of Obesity, hanno dimostrato che l’infiammazione, anche di basso grado, sollecita particolari cellule immunitarie – i macrofagi presenti nel tessuto adiposo – stimolandole a produrre citochine e altre molecole in grado di provocare insulinoresistenza.

E’ come se il corpo fosse indotto da una serie di segnali di pericolo non a consumare calorie ed energia, bensì a stiparle sotto forma di depositi di grasso, proprio là dove non vorremmo. Ecco perché, a volte, anche penalizzando il gusto in nome della linea, se scegliamo alimenti inadatti a noi otteniamo l’esito opposto a quello desiderato.
Scoprire i cibi “critici” attraverso un test per le intolleranze alimentari e impostare un programma calibrato di rieducazione alimentare che preveda come e quando contemplarli a tavola ha come effetto primario la diminuzione dello stimolo infiammatorio. Si disinnesca così l’allarme che aveva alterato le risposte fisiologiche dell’organismo e si spezza la catena di reazioni, sostanzialmente difensive, che sostengono la tendenza ad ingrassare.
E una volta recuperata la tolleranza alimentare e conquistato il peso-forma? Nessuna ossessione per le calorie né restrizioni difficili da perseguire, ma equilibrio e soprattutto reale varietà nella scelta dei cibi.

La bioimpedenziometria è una metodica utilizzata per la determinazione della composizione corporea (massa grassa, massa magra, acqua totale)
Le apparecchiature utilizzate possono essere di vario tipo, ma non tutte presentano il medesimo grado di precisione. Le comuni bilance o maniglie per impedenzometria hanno scarso grado di attendibilità.

Un’apparecchiatura professionale è invece costituita da 4 elettrodi, da applicare, rispettivamente, sul dorso delle mani e sul dorso dei piedi; ad essi vengono collegati dei fili conduttori, attraverso cui viene fatta circolare la corrente, che, attraversando le strutture corporee, subirà un calo della sua intensità dovuta all’impedenza associata alle strutture corporee; il segnale risultante (ovvero la risposta in termini di intensità elettrica) viene trasmesso ad un apparecchio trasduttore, che raccoglie i dati traducendoli in misure corporee.

Queste rilevazioni danno la possibilità di avere una valutazione particolarmente attendibile rispetto ad una semplice bilancia per poter effettuare un giusto programma personalizzato.

I regali di madre terra….Gli sciamani avevano l’abitudine di girare per i boschi nel tentativo di sintonizzarsi con gli spiriti e da essi farsi suggerire le piante guaritrici. Essi cercavano un principio sottile ed energetico, per ottenere una buona medicina e seguivano un metodo ben preciso: dapprima individuavano la pianta ‘capo’ quella che emananava maggiore energia, poi raccoglievano solo i fiori perfettamente intatti.Gli aborigeni australiani usavano la rugiada depositata sui fiori e la mettevano in bocca al malato o facevano impacchi di fiori sulle ferite o scavavano una buca nella sabbia, sdraiavano il malato e lo coprivano con foglie e le spruzzavano con l’acqua in cui avevano deposto fiori.
I fiori di Bach ― o rimedi floreali di Bach ― appartengono alla medicina alternativa ideata dal medico britannico Edward Bach che si rifà al concetto degli sciamani ed aborigeni con la differenza che lui era un vero e proprio medico ricercatore che ebbe questa intuizione.Al riguardo, Bach sosteneva la necessità che tale forma di terapia dovesse essere semplice e accessibile a tutti. Sosteneva inoltre che la terapia dovesse avere carattere preventivo e completamente priva di effetti collaterali.
Alla base della floriterapia di Bach è il principio secondo il quale, nella cura di una persona, devono essere prese in considerazione soltanto le sue emozioni e la sua personalità, le quali determinerebbero il sintomo manifesto nel fisico: il singolo fiore sarebbe in grado di dare il via al processo di trasformazione dell’emozione negativa nel suo tratto positivo, con una conseguente scomparsa del sintomo fisico, essendo quest’ultimo ritenuto il disturbo finale di un disagio originatosi a un altro livello, molto più profondo.
I rimedi floreali scoperti da Bach rilasciano nell’acqua, se opportunamente trattati, la loro «energia» o «memoria». Il campo su cui maggiormente agiscono i Fiori di Bach è quello dell’emozione e degli stati d’animo, ma certamente come la medicina psicosomatica insegna, la mente non è staccata dal corpo, e ciò che si mostra a livello mentale, ha un significato ed un’influenza anche sul piano fisico.
I segnali che le emozioni danno, sono solo dei segnali precedenti a quelli che poi ci darà il corpo, vale a dire i sintomi fisici, perciò osservando e conoscendo l’aspetto emotivo e mentale si può correggere anche ciò che succede nel fisico.
La floriterapia non cura la malattia, ma gli stati d’animo e le reazioni agli eventi delle persone. Esempio: come reagiamo ad un determinato avvenimento: con rabbia, paura, indifferenza, scoraggiamento, ecc. La risposta che diamo all’evento o al sintomo ci indica quali fiori ci saranno utili in quel momento.
Come si estraggono
E’ necessario fare la raccolta in una giornata calda e soleggiata, ovviamente nel periodo di massima fioritura della pianta. I fiori vanno raccolti sul posto, senza essere toccati con le mani, e recidendoli con delle forbici, si fanno cadere i boccioli in un recipiente di vetro fine da 300 ml, riempito di acqua pura di fonte, avendo cura di coprire con essi la superficie della bacinella. Quindi si lasciano macerare al sole per 4 ore ; in questo modo il sole trasferirebbe la vibrazione del fiore all’acqua sottostante. Terminato tale periodo, si filtra l’acqua dei fiori con un filtro di carta in una bottiglia da 1 litro aggiungendo una pari dose di cognac (o brandy), che serve per la conservazione. Il liquido ottenuto è chiamato tintura madre dei Fiori di Bach. Per quanto riguarda Rock Water, il procedimento è differente. Trattandosi infatti di semplice acqua di un’antica sorgente inglese conosciuta per le sue proprietà curative, basta raccogliere quest’acqua nel solito contenitore (senza toccarla con le mani), lasciarla per quattro ore al sole e poi allungarla con il brandy, come prima descritto. Gli stock bottle sono pronti per poter essere utilizzati dal floriterapeuta per la preparazione di cocktail specifici e personalizzati.
I Fiori di Bach, terapia vibrazionale
Non è un concetto di principi attivi presenti nel fiore da un punto di vista chimico – fisico, ma piuttosto di principi energetici che ogni pianta possiede. I “semplici”, vecchi erboristi dei secoli passati, si basavano proprio sulla forma, sul colore e sulle particolarità di ogni pianta per capire il campo di utilizzo ( la signatura). All’epoca non esistevano laboratori per la ricerca di elementi e sostanze presenti nella pianta, allora l’intuito e la capacità di entrare in contatto con la natura stessa della pianta permettevano di capire a cosa poteva essere utile. Le proprietà delle erbe tramandate dai “semplici” sono poi state confermate dagli attuali studi scientifici.
I fiori di bach non hanno controindicazioni, non interferiscono con medicinali e terapie farmacologiche varie, agisco a livello emozionale e non fisico, negli ultimi anni è stato riscontrato un notevole risultato dell’utilizzo dei fiori di bach negli animali. Possono essere utilizzati anche dai bambini e neonati (ovvi amente senza il brandy) I principi energetici delle piante agiscono in modo vibrazionale sulle emozioni e stati d’animo riequilibrando gli stati emotivi : stress, attacchi di panico, ansia, insonnia, fame nervosa, paure inconsce, rabbia , traumi, ecc)

Frutto della pluridecennale ricerca del naturalista Tanmaya, lo studio dei Fiori Himalayani si conclude con grande successo nel 1990. I fiori himalayani non agiscono allo stesso modo di quelli scoperti da E.Bach, più che rimuovere le tendenze mentali negative, essi stimolano delle energie racchiuse a livello psicofisico nel nostro corpo. Tanmaya li ha chiamati “stimolatori dei plessi” e per differenziarli da quelli di Bach non vengono presentati con il nome botanico, ma con quello inglese che identifica le loro proprietà terapeutiche.

Le prime preparazioni di Tanmaya riguardano nove combinazioni, sette direttamente collegati ai plessi, meglio noti col nome indiano di chakra più un catalizzatore generale e un fiore particolarmente indicato per i bambini, successivamente il loro numero si è moltiplicato con la scoperta di nuovi fiori, adatti a modulare emozioni specifiche.
Utilizzati nel massaggio
Il massaggio con i fiori Himalayani racchiude un enorme potenziale terapeutico. I risultati sono sorprendenti: i fiori dell’Himalaya, la catena montuosa più alta della terra hanno eccezionali proprietà terapeutiche. Stimolano le energie insite nel nostro organismo a livello psicofisico, entrando in risonanza profonda con i plessi energetici e nervosi: i chakra, dove l’energia si esprime e prende particolare forma. Nel massaggio vengono usati sette fiori; ad ognuno di essi è abbinato uno specifico Chakra. L’ottavo fiore è un catalizzatore delle energie: libera e armonizza le tensioni nervose dell’intero organismo. Fare un massaggio con i fiori himalayani significa lavorare su un doppio livello: fisico ed energetico.Nell’antica tradizione indiana l’ evoluzione personale dell’individuo dipende dall’ equilibrio dei chakra; questi potenti plessi agiscono infatti sul sistema immunitario e nervoso, come hanno recentemente dimostrato autorevoli studi di medicina legati alla psiconeuroendocrinoimmunologia.
Il massaggio con i fiori himalayani è particolarmente indicato per riequilibrare problematiche fisiche quali: emicranie, cefalee, stipsi, gastralgie, disturbi mestruali, colon irritabile, contratture muscolari, algie di varia natura. Eseguire un massaggio con i Fiori Himalayani, vuol dire lavorare specificatamente sull’aura, riequilibrare ed energizzare i chakra. L’evoluzione della persona dipende soprattutto dall’equilibrio dei plessi, dalle energie insite nel nostro organismo a livello psicofisico. Il massaggio viene effettuato sull’aura della persona e direttamente sui chakra usando i Fiori specifici in particolare, poi si prosegue con manualità specifiche o accompagnato dall’ utilizzo delle campane tibetane che con la loro risonanza potenziano gli effetti dei fiori stessi. Si ottiene così attraverso questo lavoro un benessere totale a livello psicofisico.

L’entità vivente che noi chiamiamo essere umano è prodotta e nutrita dall’armonia e dall’unità di forze diverse, come la forza di gravità, l’energia solare e il filo della vita materiale che circonda come una rete tutta la natura” …..( Daisaku Ikeda )
Il corpo umano non si limita la’ dove terminano i suoi confini fisici, ma si espande oltre i suoi limiti a livello energetico ed interagisce con ciò che lo circonda a livello vibrazionale… i disturbi psicofisici sono gli effetti visibili di uno squilibrio energetico interiore dell’individuo con l’ambiente che lo circonda.
Da sempre le culture tradizionali hanno considerato pietre e cristalli alla stregua di “ vene della terra” e di “ luce solidificata”, alla base c’era la consapevolezza, basata sull’esperienza, del fatto che molti minerali agiscono come veri e propri accumulatori e amplificatori dell’energia vitale dell’universo, portatrice di equilibrio , salute e benessere.

Oggi la grande diffusione delle medicine non convenzionali o alternative, ha portato a una grande popolarità l’utilizzo delle pietre e dei cristalli riconoscendone la capacità e le proprietà per le guarigioni del corpo e dello spirito e considerando il convincimento che nulla nell’universo può essere a se stante ma anzi, che tutti gli oggetti e gli esseri viventi siano legati da un’origine comune.
La leggenda narra che nell’antica civiltà di Atlantide, venisse utilizzata l’energia dei cristalli non solo per le guarigioni ma anche per un utilizzo simile a quello impiegato oggi per l’energia elettrica
Un dato certo e non leggendario è il papiro di Ebers datato intorno al 1500 a.c. trovato in una tomba antica egizia dove si trovano numerose indicazioni relative all’uso medico di gemme e minerali. E’ un trattato vero e proprio dedicato al potere terapeutico dei cristalli. Si tratta di un testo nel quale vengono impartite precise istruzioni su come sfruttare il benefico influsso emanato da alcune pietre, quali il turchese, i lapislazzuli, il diaspro, l’ambra e il corallo per curare un certo numero di comuni malattie.
Altre testimonianze giunte fino a noi risalgono persino alla civiltà sumera. Secondo alcuni studi, l’uomo avrebbe iniziato a raccogliere i cristalli e le pietre a scopo terapeutico già 100.000 anni fa nell’ America del nord. Notizie più vicine a noi, si disse che il pontefice papa Clemente nel 1534, avesse bevuto, nel tentativo di guarire dalla malattia, pietre polverizzate per un valore di 40.000 ducati dell’epoca.
L’arte di tagliare e scolpire le pietre ha probabilmente un origine sumera, ma se pur così antica, raggiunse presto livelli di raffinatezza estrema essendo utilizzata non solo per ornamenti ma quasi puramente ad uso terapeutico. Le pietre sagomate e scolpite recavano spesso le parole del presunto potere magico oppure formule augurali di guarigione: pensiamo ai talismani o agli oracoli che risalgono alla civiltà babilonese o alle rune delle civiltà scandinave. Altre testimonianze le troviamo presso le tribù dei Cherokee e degli Apache in America che considerano i cristalli strumenti potenti di medicina. Un trattato di Plinio il Vecchio, morto durante l’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C., contiene un’estesa trattazione delle proprietà dei cristalli e delle pietre. Altre testimonianze durante il corso della storia sono state trovate, quella più vicina a noi è il testo scritto dalla monaca benedettina Ildegarda di Bingen (1098-1179) chiamato il De Lapidibus.
Gli atomi che compongono il cristallo presentano un legame estremamente debole ma, se sollecitato, per esempio con il calore o con il semplice contatto fisico del corpo umano o con altri minerali, il cristallo rilascia parte dei suoi elettroni, per attirarne poi a sé di nuovi quando la sollecitazione viene meno. Grazie a questo continuo movimento di elettroni, possiamo dire che un cristallo non è mai inerte, quindi emana e attira a sé energia.
Adottando due espressioni appropriate, possiamo senza dubbio affermare che “i cristalli, soprattutto il quarzo, sono forme molecolari di energia allo stato solido” e che “il mondo minerale è energia, la emana, la riceve e la trasmette”.
In cristalloterapia si agisce sui corpi sottili attraverso i loro ingressi: i chakra ( dal sanscrito “ruota”): essi sono centri in forma di vortice incaricati di gestire l’energia vitale proveniente dal campo energetico universale.
L’energia vitale fluisce sotto forma di luce sui sette punti energetici ed i chakra hanno il compito di trasformare questa energia per permettere, dopo averla scissa nei sette colori dell’arcobaleno, che venga assorbita dal nostro corpo.

Negli ultimi anni l’interesse per le tecniche di rilassamento e di meditazione è aumentato sempre più, poiché la loro utilità per il benessere psicologico e fisiologico è stata ampiamente dimostrata. Molte di queste tecniche derivano da tradizioni orientali.
IL CORPO SOMATIZZA I MALESSERI DELLO SPIRITO!!! Il nostro corpo somatizza nella sua materia quello che lo spirito subisce in tutta la nostra anima, quello che il nostro inconscio tace, lo urlano le nostre malattie dolori e malesseri. La malattia è un conflitto tra la personalità e l’anima.
Le varie tecniche antistress e meditative aiutano ad apportare equilibrio corpo-mente
Il MASSAGGIO VIBRAZIONALE con le CAMPANE TIBETANE e PUNTALE TIBETANO
E’è un trattamento armonizzante dell’energia del Corpo, riporta alla coscienza il “paradiso perduto” ovvero la colonna sonora dell’universo prenatale, per essere immersi dai suoni ovattati delle Vibrazioni emesse dalle Campane e accarezzati dal Massaggio Circolare sui punti Marma “tecnica AYURVEDICA” (MARMA=punti segreti del Corpo dove scorre l’energia Pranica)
IL MASSAGGIO RECUPERO PSICOFISICO CON CRISTALLI DI QUARZO
Il massaggio per il recupero psicofisico è un mix di manualità atte a recuperare quelle situazioni di squilibrio in cui va incontro il nostro corpo quando è in uno stato di stress.
Lo stress spesso modifica la nostra postura e si creano contratture dislocate in varie zone della schiena e del collo, cè una produzione eccessiva di cortisolo e di istamina e quindi si tende a trattenere liquidi acidi nei tessuti che creano ritenzione e gonfiore, spesso si soffre di dolore allo sterno a causa del respiro veloce e affaticato, inoltre si tende a consolarci nel cibo e di conseguenza si accumula adipe.
Questa manualità prende in considerazione queste problematiche e le tratta attraverso specifiche metodiche che riprendono alcune manualità relative all’ayurvedica ( riequilibrio dei dosha), medicina tradizionale cinese ( digitopressione punti riflessi del viso) e riflessologia plantare ( punti dello stress e delle zone linfatiche superiori ed inferiori), alcune manualità occidentali come il linfodrenaggio e il decontratturante ( dietro la schiena e cervicali) svedese.
Al termine del massaggio utilizzando cristalli di quarzo, si eseguono delle manovre circolari specifiche sui punti marma di tutto il corpo dai piedi alla testa ( medicina ayurvedica) coinvolti nelle situazioni di stress, per riequilibrare a livello psicofisico.
IL MASSAGGIO CON I FIORI DI BACH E I FIORI HIMALAYANI
“Non vi è una vera guarigione senza un cambiamento nel modo di vivere, senza la pace dell’anima, senza una sensazione di gioia interiore” (E. Bach).
I fiori di Bach derivano da piante di ordine superiore ed ognuna di queste emana un’energia vibratoria ad una frequenza ben precisa che corrisponde ad un carattere spirituale che trova diretta corrispondenza nelle diverse manifestazioni emozionali degli esseri umani, anch’esse dotate di frequenza vibratoria ben precisa. I fiori di Bach ripristinano la frequenza vibratoria alterata producendo energia armonica. I fiori himalayani agiscono con la stessa frequenza e con gli stessi concetti ma soprattutto a livello di riarmonizzazione dei chakra. Utilizzati in abbinamento con manualità appropriate e con l’ausilio di cristalli e puntale tibetano, donano rilassamento, riequilibrio e riarmonizzazione.
MEDITAZIONE GUIDATA
Quanto più è basso il livello di consapevolezza, più il nostro sistema nervoso è soggetto allo stress. Lo crea, lo subisce, non è in grado di ridurlo, ne tanto meno di gestirlo.Questo stato abbassa il tono energetico del nostro corpo, che non permette alla mente di rilassarsi e di poter accedere a tutte le meraviglie che una sana intuizione potrebbe regalargli. L’ascolto regolare della meditazione guidata induce i meccanismi di reazione inconscia del nostro organismo e della nostra mente a cambiare, attraverso la creazione di nuove vibrazioni. Vale a dire che la ripetizione costante per un numero di volte sufficiente, dà nuovi impulsi alla nostra mente inducendo nuove emozioni, nuovi comportamenti nuovi pensieri fino a che questi si fissano nel nostro cervello, sostituendosi ai vecchi condizionamenti e ai vecchi conflitti.

I chakra (dal sanscrito “ruota”): sono centri in forma di vortice incaricati di gestire l’energia vitale proveniente dal campo energetico universale. L’energia vitale fluisce sotto forma di luce sui sette punti energetici ed i chakra hanno il compito di trasformare questa energia per permettere, dopo averla scissa nei sette colori dell’arcobaleno, che venga assorbita dal nostro corpo. Ogni chakra possiede un suo proprio e ben definito raggio d’azione che si estende al nostro stato fisico e psichico. Essi lavorano spontaneamente ma sono collegati l’uno all’altro.

A ogni squilibrio psicofisico corrisponde uno squilibrio energetico dei relativi chakra. Il perfetto equilibrio ed interazione fra i chakra porta alla perfezione nello stato di salute fisico e psichico come anche al totale sviluppo delle nostre capacità spirituali. I chakra maggiori o principali sono in numero di 7 , a cui viene riconosciuto un grande valore in tutte le terapie energetiche; in cristalloterapia essi rappresentano le zone di maggiore importanza su cui operare per ripristrinare armonia ed equilibrio.

Le origini dell’ayurveda sono intrise della ricca mitologia indiana. Si ritiene infatti che l’ayurveda, la “scienza della durata della vita”, risalga a Brahma, creatore dell’universo. Costui fece dono del sistema ayurvedico a Daksa Prajapati e da questi agli Asvin, ed infine da loro ad Indra, signore degli dei vedici. Da Indra infine l’ultimo passaggio ai suoi 4 discepoli, Bharadvaja, Atreya, Kasyapa e Dhanvantari. Nella Caraka Samhita, il noto testo sacro, nei primi capitoli, è narrata la storia dell’origine mitica dell’ayurveda.
Origini storiche
Le origini storiche dell’ayurveda si perdono indietro nei millenni, a un’epoca precedente al ritrovamento di documenti scritti che certifichino la sua esistenza. È opinione condivisa infatti che come per molte altre tradizione ed opere, anche per l’ayurveda e per i Veda in generale, ci sia stata una capillare diffusione orale prima della sistemizzazione in forma scritta che cominciò ad avvenire con una serie di trattati a partire dal 450 a.C. circa.
I dosha
Secondo l’Ayurveda il corpo fisico è pervaso da tre dosha (energie vitali) in proporzioni diverse. Questi determinano tramite il loro stato di equilibrio o squilibrio rispetto alla costituzione individuale (prakriti) lo stato di benessere o malattia dell’individuo. I tre dosha sono: Vata, Pitta e Kapha.
L’Ayurveda prevede la propria terapia attraverso 5 azioni differenti volte a riequilibrare i dosha (quando necessario), o rafforzarli, lavorando sullo stato di vikriti (malattia, squilibrio) al fine di ripristinare la prakriti (salute, equilibrio) della persona.

Queste azioni comuni (che differiscono in tipologia, da una persona ad un’altra, anche se hanno la stessa patologia) secondo i propri Dosha sono:

Trattamenti da eseguire con olii medicati o polveri d’erbe presso un Terapista qualificato, alcuni dopo essere stati visitati da un Vaidya (Medico Ayurvedico).
Sostanze erboristiche naturali o tisane secondo prescrizione.
Consigli alimentari corretti a seconda del proprio Dosha (‘Lasciate che il cibo sia la vostra medicina e la vostra medicina sia il cibo’ – Ippocrate).
Piccole abitudini di vita che possono davvero fare la differenza.
Esercizio fisico appropriato solitamente yoga e tecniche di rilassamento e respirazione profonda.
Massaggio Ayurvedico
Il Massaggio Ayurvedico è di fatto un termine improprio (per come intendiamo il massaggio in occidente), a tutti gli effetti è una terapia seria, che dev’essere praticata da personale qualificato, in caso contrario eseguita male o per un tempo limitato, può produrre un effetto totalmente negativo o inutile rispetto a quello atteso. Non si può ridurre tutto ad un semplice massaggio rilassante, può anche avere questo effetto, ma la sua azione non si ferma al semplice rilassamento, potrebbe anche avere l’effetto opposto, va sempre valutato dal Terapista e/o dal Medico Ayuvedico. Ci sono una grande quantità di terapie che non si fermano al massaggio, tra questi vi sono trattamenti totali, parziali, con olii medicati, polveri, potali (una sorta di tamponi caldi applicati al corpo), bagni di vapore secondo tecniche precise, ecc.
L’Alimentazione secondo l’Ayurveda
Dal momento che il cibo di cui ci nutriamo diventa parte di noi e qualunque cosa venga consumata in forma di cibo, aria e acqua ha un effetto sottile sulla salute del nostro organismo, ne risulta che per avere un corpo sano e una mente calma ed equilibrata, abbiamo bisogno di cibo della stessa natura e di preparalo in modo da preservare tali proprietà. Un’importante forza vitale da considerare è il prana di cui sono ricchi gli alimenti freschi e gli ortaggi coltivati con metodi naturali, mentre alimenti surgelati e inorganici oppure ortaggi coltivati artificialmente hanno una scarsa forza pranica. Inoltre, anche ai cibi sono applicate le tre qualità rajas, sattva, tamas. Il cibo sattvico è quello che non disturba l’equilibrio e l’armonia del corpo e della psiche e sviluppa forza, amore e felicità.

TDP è l’acronimo di ” T eding D iancibo P u “, che liberamente tradotto significa speciale spettro elettromagnetico.Il Dr Gou Wen Bin nel 1970 notò che in una fabbrica di ceramica, gli operai, malgrado le condizioni di lavoro molto dure (lavoravano con i piedi nudi nel fango), non solo non presentavano nessuna patologia di tipo reumatico, ma godevano di una salute migliore rispetto ai colleghi che venivano utilizzati in altri settori della fabbrica in ambienti migliori. Incuriosito da ciò, il Dr Gou Wen Bin andò a visitare gli operai anziani andati in pensione, che avevano lavorato per tanti anni in quella fabbrica.

Con grande stupore, notò che tutti godevano di una buona salute e di una longevità superiore alla media. Iniziò quindi a studiare minuziosamente tutti i parametri relativi al lavoro: in modo particolare alle mura che erano in vicinanza del forno. In conclusione, mise in evidenza, con l’aiuto di uno spectometro, che la pellicola nera che ricopriva queste mura, accumulo di anni di lavorazione, era composta da un insieme di 33 minerali che, per effetto del calore del forno, emanavano delle onde della frequenza degli infrarossi. Fu allora che cominciò a studiare nei dettagli, gli effetti di questi “raggi minerali” liberati da una sorgente calda. Nel 1980, un gruppo di ricercatori e fisici inventarono la TDP Lamp che è diversa dalle lampade a infrarossi tradizionali. Essa è composta da una piastra circolare costituita da 33 elementi minerali essenziali per il corpo umano, i quali, quando vengono attivati da una fonte riscaldante incorporata, emettono un’irradiazione elettromagnetica in una banda di frequenza che va da 2 a 25 micron, compatibile con la frequenza e l’intensità delle onde elettromagnetiche emesse dal corpo umano.

Numerosi studi clinici hanno dimostrato in questi ultimi 27 anni che questa irradiazione è veramente benefica per gli uomini, per gli animali e per le piante poiché favorisce il processo di autoguarigione.Questo raggio elettromagnetico è simile a quello emesso dalle mani di un maestro di Qi Gong che associa calore e informazioni vitali o da un pranoterapeuta. Questi benefici si hanno grazie a una tecnica ben precisa che riguarda sia la scelta della piastra che deve contenere esattamente i 33 elementi sia la corretta temperatura del corpo riscaldante.

Secondo la medicina tradizionale cinese la malattia interviene quando vi è insufficiente apporto energetico in un determinato organo, o area, del nostro corpo.

La moxa e la coppettazione sono due tecniche con le quali possiamo riottenere l’energia di cui abbiamo bisogno: in particolare la moxa usa il calore per attivare i punti di agopuntura, senza essere invasiva e assolutamente innocua, mentre la coppettazione usa ventose applicate sulle zone di ristagno energetico. Sono trattamenti piacevoli non invasivi soprattutto per le contratture muscolari.

Dall’integrazione delle tecnologie più avanzate nasce MESOCEUTICALAB, un sistema rivoluzionario che, grazie a particolari impulsi, agisce direttamente sulla membrana cellulare, favorendo quindi l’uso di prodotti che affrontando gli inestetismi legati al tono cutaneo, alle rughe, al rilassamento del contorno del viso e agli inestetismi della cellulite, in totale relax, senza alcun dolore.
MESOCEUTICALAB è un generatore di correnti impulsive programmabili che permette trattamenti di elettroveicolazione con una …metodologia assolutamente incruenta e non invasiva.
L’apparato è per uso estetico e serve per favorire la veicolazione dei prodotti nella pelle. Il personale qualificato che usa il dispositivo deve essere preparato e deve conoscere la metodica legata alla veicolazione.
COME FUNZIONA
L’attuale obiettivo della ricerca scientifica di identificare dei sistemi sicuri ed efficaci, ha dimostrato l’utilità di servirsi della cute quale via preferenziale per la somministrazione di principi attivi ad attività cosmetologica.La veicolazione dei principi attivi è oggetto di molti lavori scientifici che, nel dimostrare la quasi totale assenza di effetti collaterali, ne comprovano l’efficacia. In sintesi la tecnica dell’elettroveicolazione:
– permette di facilitare la veicolazione di principi attivi direttamente nella zona da trattare di principi attivi
– consente di conseguire effetti superiori a quelli che si ottengono con altre metodologie,senza apportare alcun danno.
– è assolutamente indolore
– permette agli ioni di legarsi a determinate proteine plasmatiche, con la conseguenza di aumentare il tempo di permanenza
– migliora il trofismo dei tessuti superficiali
La corrente circolando da un elettrodo all’altro veicola il principio attivo facendolo arrivare direttamente nella zona da trattare, senza agire su altre zone non interessate. Per questo motivo tutti i prodotti veicolati attraverso MESOCEUTICALAB sono polarizzati positivamente. Il risultato si ottiene grazie ad una perfetta combinazione tra apparecchiatura e principi attivi abbinati.
QUANDO SI USA
Quando una pelle appare priva di tono, malnutrita, solcata da rughe o in presenza di inestetismi della cellulite, il problema può essere dovuto a disfunzioni: i trattamenti estetici abituali spesso limitati non consentendo una efficace azione. MESOCEUTICALAB consente una metodica semplice, rapida ed efficace che garantisce risultati evidenti fin dalla prima applicazione nel trattamento degli inestetismi della cellulite, della tonificazione del gluteo, della tonificazione del seno, del rassodamento del viso, dell’idratazione e nutrizione della pelle con effetto lifting e anti-age.